Il bananone

Più o meno è metà viaggio, dieci giorni che non si vedono, in compenso è già la terza isola che gira con le sue amiche. Cos’altro avrei potuto fare, si chiede, restare a fare la guardia ad un processo in corso?

Carla e Paola si abbronzano insieme a lei, tre ragazze, tre gradazioni di dolce in cottura, Paola quasi bruciato, Carla cottura a fuoco basso e doratura appena, lei una via di mezzo che la soddisfa solo quando, la sera, gli occhi non sono più abbacinati e colgono il contrasto della pelle con i cotoni bianchi e gli azzurri.

Si tira su nel lettino imbottito, veramente la Grecia a settembre è poco costosa, si dedica al solito passatempo di strapparsi i peli dalle gambe con le pinzette, un lavoro certosino e senza fine con cui trascorre indenne dalla noia le ore del giorno.

Le altre stanno discutendo, come al solito. Eppure si conoscevano già prima, non credeva che in vacanza insieme avrebbero tirato fuori tanta competitività, anche sulle cose più assurde dove fondamentalmente sono dalla stessa parte. Va be’, si scannino pure, se si divertono. Lei evita abilmente di esser tirata dentro le loro infinite discussioni giocando la parte dell’innamorata svanita, risponde a caso, non ascolta. Ma perché non si fanno una storiella con i bagnini, si chiede, dei bei ragazzi davvero e sono sempre lì intorno. A casa non hanno qualcuno da tradire, potrebbero divertirsi un po’ senza problemi, e invece no, sempre a becchettarsi. Ripensa a lungo all’ultima volta che ha fatto l’amore con Mauro, ripassandosi tutte le scene nella testa, è stupendo, sembrano due statue scolpite dallo stesso artista che le ha indovinate nello stesso marmo, sembrano stati creati per il sesso insieme, due mezze mele che si ritrovano ancora stillanti succo, davvero.

Perché se ne è andata, se lo chiede un’altra volta ma la risposta è semplice, il viaggio già pagato e la certezza che l’ama, abbastanza da superare vincente venti giorni di assenza. Peccato essersi messi insieme d’estate, fosse stata primavera avremmo potuto fare le vacanze insieme. Ora però ha proprio fame.

Ehi ehi, un attimo scusate, si va a mangiare qualcosa alla baracchetta?”

Ha interrotto con decisione lo scambio di bellicosità in corso, Paola e Carla per un attimo sembrano infastidite, Carla guarda l’orologio, Paola controlla il suo, sono d’accordo, approvazione ufficiale della mozione. Trascinano per un bel po’ i piedi nella sabbia caldissima, si arrampicano sul sentiero scoglioso e finalmente si siedono all’ombra del graticcio. Come al solito ci sono un po’ di vento e un po’ di olandesi. Lei prende una birra, le altre due vino bianco.

Accendono una sigaretta mentre aspettano la carta, che tanto sanno già che la scelta è fra insalate miste di vario tipo e moussaka, forse oggi qualche sarikopitakia, se sono avanzati. Tutte e tre stanno attente alla forma fisica, un piatto per ognuna è sufficiente, poi la sera in paese hanno intenzione di mangiare qualcosa di buono sperando di trovare un locale con il wireless. Mentre aspettano, c’è sempre da aspettare nonostante ci siano solo piatti già pronti, accendono simultaneamente i cellulari, ed è un delirio di avvisi di messaggi e di chiamate, passano una decina di minuti a mettersi in pari col resto del mondo. Lei risponde velocemente ai genitori e alla sorella, poi se ne sta a rileggere i messaggi di Mauro, poesie di desiderio. Sì, le manca, ma la moussaka arriva in quell’istante insieme alle insalate e si mettono a mangiare subito, la fame è fame.

Dopo il caffè rimangono lì, rilassate, raccontandosi un po’ delle novità arrivate con i sms, commentano salaci le ultime storie di Julien, amico gay storico sempre assediato dalle donne incredule di non poterlo avere. Questo è un bel momento, ridono tutte insieme, non lo sanno ma lei con Julien c’è stata, ed è stato francamente un bell’episodio felicemente concluso in se stesso. Un po’ si sente in colpa, Paola non sa che ha avuto una breve storia anche col suo ex marito. A rigor di termini questo non la dovrebbe interessare, alla fine sono anni che non stanno più insieme, ma è meglio che non lo sappia mai, e spera che Guido tenga la bocca ben chiusa su questa cosa. Non osa immaginare cosa diventerebbe quella vacanza se Paola le potesse leggere nel pensiero. D’altra parte ci saranno cose che anche Paola, e pure Carla, le nascondono, e che preferisce non sapere.

Se ne tornano in spiaggia, a settembre inoltrato anche il sole delle due si sopporta bene ma lei preferisce stare all’ombra del gazebo, mentre le amiche si dispongono in linea con il sole.

Presto si avvicinano due bagnini, i denti che balzano fuori dai visi abbronzatissimi come marmotte dalla tana, e propongono per l’ennesima volta di fare un giro sul bananone. Sono ore che questo gonfiabile, più un wurstel che una banana, incrocia davanti alla riva trainato da un motoscafo, le grida delle persone abbarbicate sopra si spandono sulla riva come un sottofondo costante. Finora nessuna di loro si è decisa per il bananone, Paola dichiara che è pericoloso, Carla forse trova che sia sciocco. Lei invece aveva da ripensare ai suoi film mentali ma comincia ad essere stufa di star ferma, allora dice di sì.

Fissa di lì a un’ora, e all’ultima sollecitazione aderiscono anche le altre. Appena i due sono tornati alle loro sedie Paola ci ripensa e insiste che è pericoloso, hanno visto volar giù diversa gente e col motoscafo vanno troppo forte e ci sono intorno troppe moto d’acqua e via e via, iniziando così un

dibattito approfondito con Carla, che ci si tuffa in pieno.

Lei non ha voglia di discutere su una sciocchezza del genere, si alza e va a prendere dell’acqua al barettino, avvolta nel pareo turchese. Mentre affonda i piedi nella sabbia quasi bollente pensa a Mauro, le sembra di averlo accanto che le accarezza la schiena, lo vede avvicinarsi al suo viso per baciarla, si eccita a pensare come sarà quando tornerà a casa. La bottiglia dell’acqua è fredda, se l’appoggia al petto con un brivido, visto che è lì va in bagno. Appena chiusa la porta le viene una voglia folle di lui, che non c’è né ci sarà per un bel pezzo, e allora si tocca leggermente, il suo corpo risponde risucchiandole le dita, si muove velocemente, si sente come se Mauro fosse davvero lì, dentro di lei, viene in pochi secondi come un cavallone che, dopo essere montato sempre più in alto, si infrange sullo scoglio.

Per il momento soddisfatta, va a farsi un tuffo e poi torna al lettino, si fa una pennichella sul sottofondo delle chiacchiere delle amiche. Presto la svegliano, è l’ora del giro sul bananone.

Alla fine si decide a salire anche Paola, che naturalmente è la prima a volare di sotto quando il pilota, apposta, fa una virata secca e si ferma poco più in là a guardare il risultato. Lei se la sta ridendo come una pazza, Paola è piuttosto incazzata e risale velocemente, Carla sorride ben abbrancata con le cosce di marmo al frutto gommoso, gli altri passeggeri vogliono ripartire. Fanno ancora giri e giri, ma non cade più nessuno.

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